Il 7 Giugno 2026 Pina Picierno, europarlamentare e vicepresidente del Parlamento Europeo, dopo aver remato in direzione opposta al PD ed alla sua segretaria Elly Schlein per quasi un anno, ha deciso (finalmente) di abbandonarlo perché “non è più la casa dei riformisti” e poco dopo ha annunciato la creazione di un nuovo soggetto politico denominato “Spazio Pubblico”.
Breve recap di quello che propongono perché, se conoscete il soggetto (e se avete visto con quali soggetti intende allearsi) forse avrete già capito l’antifona:
Diritti civili, europeismo, antipopulismo, politica pragmatica, riformismo, andare oltre destra e sinistra eccetera eccetera.
Questi sono gli elementi base degli attuali partiti centristidella galassia Renew Europe (al quale Spazio Pubblico appartiene avendo aderito al PDE che costituisce assieme all’ALDE questo gruppo) nella politica italiana; a seconda del soggetto potrete trovare più o meno supporto e/o posizioni differenti su un determinato tema: droghe leggere (+Europa, Radicali Italiani), unioni civili (Italia Viva), geopolitica ed economia (Azione, Partito Liberal Democratico e, sebbene voglia distinguersi da tutto ciò, anche "ORA!" di Boldrin) ed altre mille varianti.
Tutti questi movimenti sono accomunati, oltre che dai gruppi parlamentari europei, anche da altri due fattori:
-Essere sostanzialmente una monade personalistica (salvo forse Radicali Italiani e +Europa) e chiusa agli altri partiti perché [INSERIRE MOTIVAZIONE DEL PARTITO X]
-Criticare il PD per essersi spostato troppo a sinistra ed aver tradito il suo scopo originario...
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Allora...
Quello che questa gente sembra ignorare è che la politica evolve e gli elettori evolvono con essa, di conseguenza cambiano le idee, le alleanze e nel frattempo, altri paesi cambiano e provano strade diverse che poi vengono imitate, a volte con successo e a volte con fiaschi.
Se si rimane fermi si rischia di fare come Salvini nel 2018 (soggetto tanto criticato agli inizi da questa branca di politica...prima che arrivassero Conte e Schlein), quando la stagione dell’euroscetticismo era in calo, l’idea di uscire dall’Europa iniziava a venire accantonata dopo il disastro della Brexit ed i movimenti euroscettici si stavano riciclando nella destra post-merkeliana.
La Lega per Salvini Premier non ha saputo intercettare questo cambiamento (così come le vere intenzioni del Generale) ed alla fine si è ridotto ad un partito di minoranza nel grande schema delle cose (pure Bossi se ne era distaccato) e mi duole dirlo ma, se si seguiva “l’idea originale” alla base del PD questa cosa sarebbe successa già molto prima.
Oggi facciamo quindi un breve recap ed ispirandomi sia a questo mio post sul referendum del 2016 sia ad un video più vecchio che feci poco prima delle primarie del PD del 2022 andremo a spiegare perché, alla fine, è un bene che il PD non sia più la casa dei riformisti.
Innanzitutto serve un po' di pappardella storica (tranquilli, la faccio breve):
Post Tangentopoli, Berlusconi spacca!
Il PCI è diventato prima il Partito Democratico della Sinistra e poi i Democratici di Sinistra: si parla anche di riformismo ma fino ad un certo punto, la linea rimane sempre la sinistra, all'inizio ancora post comunista ma quest'anima, complice anche la svolta della bolognina e Rifondazione Comunista, si disgrega piano piano. Restano comunque il socialismo democratico e la socialdemocrazia (N.B. Non sono sinonimi).
La DC è invece "tornata" ad essere il Partito Popolare ed è poi divenuta "La Margherita" con alcune diaspore a loro volta; si parla ancora di cristianesimo democratico, centrismo, riformismo e anche un po' di socialdemocrazia (ma poco poco) ed è proprio da quest'ultima formazione che proviene Pina Picierno.
Nel frattempo però, Mediaset appartiene a chi appartiene e la RAI è ancora lo specchio del governo quindi, per qualche motivo, gli italiani continuano a preferire il Cavaliere milanese e visto che il suo partito si colloca più o meno dove un tempo si collocava la storica DC, cosa resta all'erede de-facto di quest'ultima?
Urge quindi cambiare strategia, unire le forze contro il nemico comune, andare oltre l'ideologia destra e sinistra e...hey, dove ho già sentito queste parole?
Fatto sta che viene tentato quello che potremmo definire (con tutto il rispetto per Moro e Berlinguer) un compromesso storico 2.0 tra i Democratici di Sinistra e La Margherita oltre ad altre forze politiche minori quali Socialisti Democratici Italiani e Movimento dei Repubblicani Europei e nasce, sotto l'egidia di Romano Prodi, tra margherite, rose socialdemocratiche e foglie di edera repubblicane, l'Ulivo!
Praticamente il parlamento in quegli anni era diventato un prato fiorito ma considerato quello che sarebbe successo poco dopo, forse è meglio definirlo un campo minato.
Ok, quindi abbiamo una coalizione bella e finita, pronta a travolgere Berlusconi alle prossime elezioni?
Come direbbe un celebre pirata di un film che in pochi (compreso il sottoscritto) hanno visto: "Beh si, ma in realtà no" (in realtà non diceva proprio così ma, dettagli...che se volete approfondirò).
Vinte le elezioni politche del '96, dopo 2 anni, tra privatizzazioni infelici (non esattamente di sinistra) ed un ingresso un po' travagliato nell'Euro, prima Rifondazione Comunista (che faceva solo parte della coalizione di governo) si ritira ma qualcuno (di cui potremo a sua volta parlare in futuro) non ci sta e fonda il Partito dei Comunisti Italiani e grazie a loro...il governo Prodi cade lo stesso ma per un solo voto (proveniente infatti dall'area centrista, ovvero Silvio Liotta di Rinnovamento italiano).
Prodi si fa dunque da parte per andare in Europa ed al suo posto arriva D'Alema...se conoscete Nanni Moretti, forse avrete già capito l'antifona.
In ogni caso Romano Prodi cerca di riorganizzare tutto in vista delle elezioni del 2001 ma non ci riesce visto che d'Alema piuttosto che dire una cosa di sinistra (o anche non di sinistra) non dice, non cela...ma non fa neanche segni (la fu fu dance non conta), gli alleati dell'Ulivo sono divisi e nel frattempo Berlusconi fa campagna elettorale con effetti speciali e colori ultravivaci mentre a sinistra c'è parecchia incertezza.
Ma se squadra che vince non si cambia, l'Italia ai mondiali ci ha insegnato che anche la squadra che perde può evitare di essere cambiata, così nel 2006 (e non stavo parlando di quei mondiali ma degli ultimi), anche a fronte di alcuni successi alle comunali negli anni precedenti si punta non solo a mantenere l'Ulivo, ma addirittura a fonderlo in un partito unico e avrete già capito di quale partito io stia parlando anche grazie al mantenimento di un ramoscello d'ulivo nel loro simbolo (oltre che dal titolo dell'articolo).
Quindi, alla fine dell'esperienza dell'Ulivo ed all'inizio del PD ci troviamo un partito con numerose correnti interne completamente diverse tra di loro tra cui:
- Post-comunisti
- Socialdemocratici
- Liberali
- Cristiano-Democratici
- Altre robe di quel tipo li.
Problema? Come fai a far dialogare tutte queste anime diverse?
Molto semplice: NON LO FAI!
Di conseguenza, quello che doveva essere il partito di riferimento non solo della sinistra italiana ma anche dei liberali e dei cristiano democratici ha finito per cercare di fare contenti sia gli uni che gli altri...con fiacchi risultati poiché i democristiani non volevano molte delle parentesi post-comuniste e, grazie all'influenza di Berlusconi, nemmeno quel poco di socialdemocrazia che pure la DC elargiva all'epoca nella speranza di togliere voti al PCI mentre i liberali...beh, li avete visti i post di Calenda, Marattin e compagnia? Vi faccio una sintesi molto approssimativa: Margareth Tatcher!
Ah, poi ci sono i diritti civili: è un segreto di pulcinella che ci siano (o quantomeno ci siano stati) all'interno del PD molti cristiani conservatori che non volevano neanche le Unioni Civili, massimo il testamento biologico (pure l'eutanasia è ancora un miraggio) ma ogni tanto, anche qualche sparuto post-comunista che è rimasto lì perché...boh, forse non sa dove andare (e magari ha paura di perdere la poltrona).
Quindi si passa più tempo a litigare tra chi deve fare cosa e come piuttosto che a come costruire un governo correttamente ed appena qualcheduno prende le redini e dice: "Ora si va in questa direzione", l'altra parte dice no, lo accusa di aver tradito i veri valori del partito e se ne esce con un nuovo partitucolo che a malapena raggiungerà il 3% e questo vale sia per la parte di destra del PD che per quella di sinistra.
Ve li ricordate Articolo Uno e Possibile dopo Renzi? Ecco, il punto è proprio quello!
Renzi ha prima provato a trasformare il PD in qualcos'altro (spoiler, cecchè se ne dica una nuova DC/Margherita o partito liberale generico) ed ora Schlein sta un po' facendo l'opposto: Riportarlo a sinistra e renderlo definitivamente un partito socialdemocratico e, siccome prima ho menzionato che si passa più tempo a litigare dentro al PD tra chi deve fare da portavoce, sicuramente a qualcuno saranno venute in mente le famose "primarie del centrosinistra" con Schlein (PD), Conte (M5S), Fratoianni (SI) e compagnia bella (LOL).
In effetti la situazione che si è venuta a creare dopo Schlein, con queste primarie e con l'addio di Pina Picierno è abbastanza buona, finalmente il PD ha scelto una direzione, una direzione che peraltro i suoi elettori sembrano premiare (non menzionatemi il 40% in coalizione con 2000 partiti alle europee di 10 anni fa e guardate al 3% attuale del vostro soggetto di riferimento, chi sa sa) e soprattutto, sembra finalmente aver spostato il conflitto fuori dal PD poiché finalmente quest'ultimo ha trovato un'anima.
Il PD ora è stato in grado di dire: "Noi siamo questo" che è molto importante per uno dei maggiori partiti d'Italia. Il conflitto ora sarà se guidare oppure essere guidati dai 5Stelle o se accettare o meno i micro partito riformisti come Italia Viva e Spazio Pubblico che nevvero, potrebbero finalmente decidersi a creare loro questa fantomatica casa dei riformisti che speravano fosse il PD (ma che difficilmente salterà fuori in tempo per le elezioni del 2027).
Il PD ha trovato finalmente una direzione (ironicamente, poco dopo i 5 Stelle che erano nati pure dopo) ed ora spetta ai riformisti trovare la loro.
Ci riusciranno?
Appuntamento fra qualche anno per scoprirlo!


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