Ho sempre avuto un debole per le auto di fine anni 90/inizio anni
2000: Colorate, spesso piccole, dalle linee dolci ed uniformi e fari
rotondi come occhioni dolci. Tutto il contrario dei moderni SUV
spigolosi ed inutilmente ingombranti! (di cui questo blog ed il
sottoscritto ne sostengono la tassazione se non il divieto totale di
vendita)
E tra questi capolavori del design e della razionalità
spicca certamente lei: La Daewoo Matiz!
Piccola monovolume della casa coreana il cui design fu curato nientemeno che da Giorgetto Giugiaro che lo aveva in origine pensato per la...FIAT Lucciola!
Già,
la Matiz in origine doveva essere la sostituta della Fiat Cinquecento
con un eventuale nuovo nome ed addirittura un motore ibrido ma
siccome i vertici FIAT sono da sempre rinomati per la loro furbizia e
lungimiranza, dissero bellamente no al progetto di Giugiaro (ed il tanto osannato Marchionne arrivato qualche anno dopo avrebbe poi continuato a puntare sul metano
mentre quasi tutti punteranno ad ibride, prime elettriche o
quantomeno GPL ma questa è un'altra storia).
Se gli italiani
però mancarono di lungimiranza, i coreani di Daewoo (ed i loro
padroni statunitensi di GM) con cui Giugiaro già collaborava furono
entusiasti del progetto e nonostante la rinuncia al motore ibrido,
con pochissime modifiche ed un nome che richiamava il pittore
“Matisse” la Daewoo Matiz fu messa in commercio nel 1998 divenendo un
successo mondiale e vendendo bene anche in Italia.
Ma non siamo qui per parlare (solo) di questo capolavoro ma bensì di chi lo bramava e non poteva averlo, primo fra tutti sicuramente il gruppo FIAT che richiamò immediatamente la Italdesign di Giugiaro per creare, non una, ma addirittura DUE VETTURE MONOVOLUME per sfidare la Matiz...non riuscendoci però veramente!
Se la Matiz infatti era una citycar di segmento A ma configurata come una monovolume, La FIAT Idea (a sinistra) e la Lancia Musa (a destra) erano due monovolume vere e proprio di segmento B ma a parte questo, il design richiama vagamente la piccola coreana e quel prototipo della Lucciola sebbene molto più voluminosa e spigolosa, cosa che alla fine faceva perdere una delle features più importanti, ovvero LA SIMPATIA!
Fin da quando le vedevo da bambino mi comunicavano infatti soltanto tristezza e serietà mentre la Matiz spruzzava allegria anche con il paraurti in plastica nera non verniciata...ma vogliamo parlare delle vernici, la Matiz era colorata ed allegra, queste due erano più spente e quando avevano colori sgargianti...erano metallizzati e mischiati e/o più scuri.
Insomma, sia la Idea che la Musa, per quanto potessero richiamare la Matiz, non erano nemmeno degne di pulirle i cerchioni (nemmeno con gli interni “curati” della versione Lancia, anche perché, parere mio, le plastiche grigio chiaro spartane sono un vero elemento di pregio vista anche la loro scarsità al giorno d’oggi)
Ma c’è chi, senza poter avere la Matiz, ha avuto invece qualcuno che ci ha lavorato e che quindi la conosce bene...e che guarda caso si trovava proprio nel loro stesso paese e quest’ultimo, ironicamente, almeno all’epoca era già noto per copiare molti prodotti occidentali.
Date quindi il benvenuto alla Chery QQ, la versione cinese della Matiz!
Ora, qualcuno ha parlato di copia e incolla? Credo di si visto che, secondo Wikipedia stessa, pure le portiere erano identiche ed intercambiabili.
Pare infatti che alcuni ingegneri della divisione locale della General Motors avessero appena cambiato lavoro e che fossero andati a lavorare per la Chery Automobile dalla quale uscirono nel 2003 con la Chery QQ (o QQ3)
Rispetto al modello originale tuttavia, aveva una caratteristica importante: UNA SICUREZZA TERRIBILE!
Apparentemente pure i manichini furono distrutti durante il crash test ma dai pochi video che ho trovato in rete non mi risulta.
Adesso dovremmo arrivare al motivo per cui questo articolo si chiama così ma prima una piccola parentesi sull’eredità della QQ3 (o solo QQ); se il clone della Matiz non ha riscosso successo nel primo mondo limitandosi ad essere un’auto economica per l'America latina, l’Africa e l’Asia (perché lì si poteva vendere, in Europa no), il nuovo modello, sempre chiamato dalla casa madre QQ avrebbe fatto molto meglio anche in Italia.
SIGNORE E SIGNORI: LA DR ZERO!
Già, la piccola di casa DiRisio, come del resto tutta la sua gamma, deriva da auto cinesi rimarchiate e fra queste vi era anche la DR Zero, una versione rimarchiata della Chery QQ seconda serie.
Per quanto la parte posteriore sia ispirata alle prime versioni della Aygo, della C3 e della Peugeot 108, la linea si presenta come molto diversa e originale ma ancora due cosa in comune con la Matiz:
Innanzitutto il design è abbastanza simile anteriormente al modello che ha rimpiazzato la Matiz ovvero la Chevrolet Spark (o “Daewoo Matiz Creative” in corea del sud, si, hanno mantenuto il vecchio nome con una parola aggiuntiva)...
...ma proprio chi ha curato il design ci interessa poiché anche in questo caso era italiano!
I cinesi infatti si sono rivolti, non a Giugiaro, ma alla Torino Design!
Insomma, un’auto cinese disegnata nella capitale dell’auto italiana, cosa vuoi di più?
Ah, l’assemblaggio in Italia? Purtroppo questa fu la prima auto venduta dalla casa molisana dopo la dismissione delle catene di montaggio, ergo era completamente costruita in Cina ed in Italia veniva solo aggiunti la griglia ed il marchio DR.
PECCATO!
Ma ora arriviamo al pezzo forte che da il nome all’articolo perché a quanto pare ai cinesi piacevano davvero tanto la Matiz ed il suo clone marchiato Chery perché ne venne creata una versione...a 3 ruote e 4 porte!
Già, basandosi sul progetto della casa cinese alcuni produttori secondari realizzarono un “motociclo” a 3 ruote molto economico e sicuramente poco stabile basato sulla Matiz cinese così da aggirare tasse di immatricolazione, regolamenti sulle emissioni ed anche la patente (un po’ come faceva la Reliant con la Robin e la Regal Supervan, molto amata da Rowan Atkinson), il modello più famoso fra i tanti, esportato addirittura negli Stati Uniti, è senza dubbio la Snyder 600C della Dezhou Fulu, a quest’ultimo produttore doveva piacere davvero tanto l’idea visto che in seguito produsse anche:
- La Fulu Jinjunma, che richiamava vagamente la Chevrolet Spark
- La Fulu Junma, che era invece un mix fra la Matiz e la Peugeot 206 (cosa?!)
- La E-Twen, identica alla prima versione ma con motore elettrico
- La ZAP Xebra, elettrica come quella sopra ma la carrozzeria ha fatto 8000 ribaltoni in stile Reliant e adesso è tutta deformata, disponibile anche in versione Ape Car (come in realtà anche molte altre di queste versioni)
Insomma, per un nostalgico come me che vorrebbe ritornare alle auto di un tempo, quando il design era carino e non aggressivo, stravagante e colorato c’è solo l’imbarazzo della scelta...e credo anche di non essere riuscito a trovare tutti i cloni (soprattutto quelli a 3 ruote), a riprova di come la FIAT all’epoca avesse avuto pochissima lungimiranza.
Infatti ora mi chiedo che cosa sarebbe successo se la FIAT avesse prodotto la Lucciola invece di Daewoo, gli ingegneri usciti dalla divisione cinese di General Motors avrebbero avuto un altro progetto in mano che si sarebbe ugualmente trasformato in un veicolo a 3 ruote? Magari una copia della “Daewoo Musa” nota anche come “Pontiac Idea”?
Appena inventeranno il modo per viaggiare in linee temporali differenti vi aggiornerò con le varie scoperte del caso, nel frattempo...
VIVA LA MATIZ, LE PICCOLE CITYCAR COLORATE E ABBASSO I SUV ED IL DESIGN AGGRESSIVO SEMPRE E COMUNQUE!
RITORNEREMO!
(e la nuova Twingo è un presagio di rivalsa)




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